“Molti grandi artisti del passato hanno tratto ispirazione per le loro opere dalle sculture di epoca romana, che studiavano in ogni dettaglio nelle ville e nei palazzi delle famiglie nobili che possedevano collezioni di antichità ricche di capolavori. Fu quindi naturale per il Guercino, mentre dipingeva il Marte per la famiglia Ludovisi, ispirarsi a un capolavoro classico come l’Ares Ludovisi, che faceva parte della collezione di famiglia: una collezione così ricca di spunti per gli artisti del Seicento da essere chiamata “la scuola del mondo”.
Gabriele Gianni riporta in vita quell’incontro attraverso un’Intelligenza Artificiale addestrata a replicare i riflessi dell’acqua, il regno liquido scelto dall’artista come specchio virtuale in cui i due capolavori si riflettono l’uno nell’altro, diventando pure forme di luce.
Grazie alla tecnologia, la storia dell’arte amplia i propri confini e le proprie possibilità, permettendo alla storia di riattivarsi e proiettarsi nel presente in una narrazione continua che va dall’antichità al ventunesimo secolo. I confini tra le epoche si dissolvono, dando piena espressione alla potenza delle immagini: un linguaggio universale e simbolico capace di suscitare una riflessione sulle infinite connessioni possibili tra passato, presente e futuro.”
Dal testo curatoriale di Marco Bassan e Ludovico Pratesi
a cura di
Spazio Taverna
Guercino. L’era Ludovisi a Roma
Scuderie del Quirinale
2025
Intervento site-specific



