“Sono cresciuta tra le battaglie e gli scandali dei cubisti, dei costruttivisti, dei dadaisti e di tutti gli altri movimenti simili che allora erano davvero nuovi, provocatori e rivoluzionari. Da bambina passavo ore seduta nell’atelier di Oskar Kokoschka a guardarlo dipingere. Schoenberg e Alban Berg erano amici intimi di mia madre, Walter Gropius e Franz Werfel diventarono i miei patrigni. Tutto era nuovo e interessante per me, ma quando ho cominciato a lavorare non era più nuovo; ho deciso di trovare la mia strada. La cosa importante era cercare di esprimere ciò che potevo, volevo, dovevo dire.” Anna Mahler
La vita straordinaria della scultrice Anna Mahler, figlia del compositore Gustav Mahler e di Alma Schindler, “musa del secolo scorso”.
La vita di Anna Mahler sfiora quelle di grandi scrittori, intellettuali, psicologi e musicisti che vivevano allora a Vienna. Attraversa due guerre mondiali, dalla fine dell’Impero asburgico all’annessione dell’Austria alla Germania. Sono anni in cui Anna si schiera contro il nazifascismo, lasciando Vienna per sempre. Trasferitasi a Londra, poi a Los Angeles e infine a Spoleto, Anna ricomincia ogni volta dall’inizio, con un nuovo studio, opere da realizzare e idee nuove.
L’obiettivo di Anna non è una fama autocelebrativa: aspira a un riconoscimento che le permetta di realizzare opere sempre più grandi, monumentali o gigantesche, e con questo spirito le mette in relazione con paesaggi o montagne. La sua visione è influenzata dalla musica e dal ricordo del padre, che cercherà sempre di ritrovare. Come in un mandala, scolpisce e distrugge molti ritratti del padre, mai soddisfatta della sua immagine fissata nella pietra.
Nel racconto della figlia, Marina Fistoulari Mahler, il legame con la madre diventa un affresco luminoso, una lucida memoria visiva che scava in quei giorni passati che guardavano al futuro. Anna Mahler è una donna che anticipa il nostro tempo: lo annuncia. Era una donna indipendente, libera e diversa dai modelli della sua epoca; diversa anche dalla madre Alma e dal suo carattere dominante. Scelse di vivere una vita più appartata, lontana dalla vita mondana del suo ambiente.
Attingendo all’archivio della famiglia Mahler, il documentario rivela le opere di un’artista sconosciuta ai più, le cui sculture furono in parte distrutte durante i bombardamenti di Parigi nella Seconda guerra mondiale, e che sono il frutto di una profonda meditazione sull’astrazione e sulla stilizzazione. Per Anna Mahler l’arte è l’elemento che abbraccia tutto, un bisogno primario che rende la vita sopportabile, che dà senso a tutta la sua esistenza.
prodotto da
Fondazione Carla Fendi
Palazzo Collicola | Spoleto
Battistero della Manna d’Oro | Spoleto
Festival dei Due Mondi 64
2022
video / stopmotion / 4K DCP







